logo banner top calabria

Questa Organizzazione Sindacale ritiene doveroso portare all’attenzione la situazione di crescente disequilibrio dell’organico che si sta determinando presso l’Istituto Penitenziario di Catanzaro, a seguito dei ripetuti “distacchi con cambio” effettuati negli ultimi mesi in favore di altri istituti.

In particolare, l’Istituto ha già visto l’uscita di quattro unità maschili, sostituite da quattro unità femminili, circostanza che aggrava una condizione di evidente esubero dell’aliquota femminile già esistente: a fronte di una previsione organica di 14 unità femminili, presso l’Istituto risultano attualmente in servizio 42 donne, alle quali si sommano le sopra citate  unità.

Tale situazione appare oggettivamente non più sostenibile, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello funzionale. L’Istituto di Catanzaro è, infatti, strutturalmente un carcere maschile e, al di là di ogni legittima e condivisibile riflessione in materia di pari opportunità e del riconoscimento delle indubbie professionalità e risorse rappresentate dalle donne, l’attuale composizione dell’organico determina concreti problemi di impiego.

L’eccessiva presenza di personale femminile, sproporzionata rispetto alle esigenze operative dell’istituto, limita fortemente la possibilità di un razionale utilizzo delle risorse umane, con ricadute negative sull’organizzazione dei servizi, sulla turnazione e, in generale, sull’efficienza complessiva dell’Istituto. Ne derivano difficoltà oggettive nella copertura di determinati incarichi e posti di servizio che, per le caratteristiche dell’utenza detenuta e della struttura, richiedono in prevalenza personale maschile.

Alla luce di quanto rappresentato,  ritiene necessario e non più rinviabile porre un limite agli eterogenei distacchi con cambio che continuano a penalizzare l’Istituto di Catanzaro, già gravato da un’anomala e squilibrata composizione dell’organico. Proseguire lungo questa direzione si rischia di compromettere ulteriormente il buon andamento dell’Istituto e di creare tensioni sul piano gestionale e operativo.

Auspica, pertanto, un immediato intervento correttivo, volto a riequilibrare l’organico in relazione alle reali esigenze dell’Istituto, evitando ulteriori trasferimenti in uscita di personale maschile e tenendo conto dell’attuale esubero dell’aliquota femminile già ampiamente oltre i limiti previsti.

Con numeri così marcatamente sproporzionati, appare evidente che, pur senza penalizzare il legittimo diritto del personale a richiedere il distacco con cambio, tali movimenti dovrebbero avvenire tra appartenenti al Corpo dello stesso sesso.

Una simile modalità consentirebbe di salvaguardare le esigenze individuali del personale interessato al distacco, evitando al contempo di aggravare ulteriormente il già rilevante squilibrio dell’organico dell’Istituto di Catanzaro.

Il criterio del cambio tra appartenenti al Corpo di pari sesso risponderebbe, infatti, a elementari esigenze di razionalità organizzativa, garantendo il mantenimento di un assetto più coerente con la tipologia dell’Istituto, con le caratteristiche della popolazione detenuta e con le effettive necessità operative, senza introdurre ulteriori criticità nell’impiego del personale.

Non si vuole mettere in discussione lo strumento contenuto nel Protocollo d’Intesa Regionale bensì ricercare un equilibrio - nei ruoli- omogeneo e che non rischi di creare ulteriori problematiche. Resta ferma la disponibilità a un confronto costruttivo finalizzato alla ricerca di soluzioni che garantiscano equilibrio, funzionalità ed efficienza del servizio, nel rispetto delle professionalità di tutto il personale.

Distinti saluti